Formazione docenti


La formazione dei docenti è uno dei nostri obiettivi primari in quanto la scuola è il luogo preposto all’apprendimento, dove gli studenti trascorrono gran parte del loro tempo, creano relazioni amicali e imparano ad imparare. Gli studenti plusdotati, che rappresentano indicativamente il 5% della popolazione scolastica, hanno un forte desiderio di conoscere e di sapere. Ma non sempre utilizzando i canali convenzionali e questo può creare, poco alla volta, un disamore per la scuola, noia e disinteresse. Questo non accade per tutti, ma ognuno di loro ha bisogno di un contesto che tenga conto delle loro caratteristiche, della rapidità con il quale apprendono certi concetti e il relativo disinteresse che può provocare la ripetizione di ciò che già è stato appreso ed acquisito. Questi studenti sono sempre esistiti, ma non sempre sono riusciti a realizzare il loro potenziale a causa di svariati motivi, che possono essere legati sia ad un contesto poco favorente, sia a condizioni sociali, famigliari o socio-economiche svantaggiate. “L’insegnate fa la differenza” dice Colangelo, esperto riconosciuto a livello internazionale nell’ambito della plusdotazione.

Noi vogliamo e crediamo fermamente che sia così.

Come diceva il celebre psicologo William Stern (1916), la plusdotazione rappresenta solo la possibilità di realizzare il proprio potenziale e non è il risultato di per sé. Questo significa che, al di là delle capacità e di quello che potremmo definire il “patrimonio genetico” dell’individuo, se l’ambiente non offre adeguate possibilità di crescita e di sviluppo, non è assolutamente detto che ciò che poteva essere si possa concretizzare. Senza entrare nella polemica che ha dominato la Psicologia del secolo scorso tra chi sosteneva che intelligenti si nasce (Eysenck, 1981; Hernstein e Murray, 1994) e chi invece diceva che lo si diventa (Kamin, 1974; Gardner, 1993, 2006), tutti concordano sul fatto che i bambini plusdotati hanno bisogno di un ambiente stimolante ed adeguato per poter sviluppare il loro potenziale. Dotati di una mente agile e ricettiva, in grado di apprendere ad un ritmo molto più veloce rispetto ai compagni di classe, a volte fanno fatica ad adattarsi ai tempi tradizionali della scuola perché vorrebbero avere la possibilità di fare attività di maggiore approfondimento. Dopo che hanno imparato qualcosa, hanno bisogno di avere altro da fare e non amano ripetere la stessa cosa più e più volte.

Le ricerche internazionali (Cloud, 2007; Renzulli e Park, 2000; Robertson, 1991) dimostrano che la percentuale di ragazzi plusdotati, soprattutto quelli che provengono da famiglie a basso reddito o con basso livello culturale, che abbandona la scuola precocemente è più o meno la stessa di quella degli studenti non plusdotati. Un altro elemento molto interessante che emerge dalle ricerche (Hansen e Toso, 2007) è l’importanza di un’individuazione precoce perché è proprio negli anni della scuola primaria che il bambino fa le sue prime esperienze e si struttura un’idea di “scuola” che si porterà dietro durante la crescita. Nel caso degli studenti plusdotati, che molto spesso incominciano la scuola con competenze ed abilità nettamente superiori ai compagni di classe, c ’è il grosso rischio di far nascere malumore e, conseguentemente, demotivazione e disinteresse, che altro non sono che i sintomi prodromici del futuro drop-out (abbandono).

Per questo, e molto altro ancora, la formazione docenti è un elemento chiave per una crescita equilibrata di questi studenti, così come lo è anche per tutti gli altri.

Se desiderate avere maggiori informazioni, organizzare una conferenza di presentazione a scuola o un incontro conoscitivo con uno dei nostri esperti, che possa illustrarvi meglio tutte le nostre proposte formative, contattateci all’indirizzo annamaria.roncoroni@univr.it.

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